Il mare. I due mari del Salento. Lo Ionio ad Ovest, l’Adriatico ad Est. In questo abbraccio immaginifico tra Oriente e Occidente si stringe, come un’oasi felice, quest'adorata terra restando idealmente sospesa tra mito e realtà. Nel suo grembo porta una cultura antichissima, frutto di una tradizione millenaria, come a voler suggellare, ancor più magicamente, quell’alchimia che solo le maestose scogliere che si affacciano a picco su un mare profondamente blu, o le fluttuanti correnti che alternandosi delineano nell’acqua parabole chiaroscurali, o ancora le vaste insenature sabbiose a ridosso di un panorama cristallino, sanno magistralmente regalare.

Oltre duecento chilometri di costa lambiscono la penisola salentina, dipingendo paesaggi sempre diversi, dando genesi a scenari straordinari, sbalorditivi, unici nella loro spettacolarità. Ogni volta in un modo sempre più incantevole, rapiscono e stupiscono, fanno perdere qualsiasi blanda percezione terrena, il senso del tempo. Conducono in un incredibile percorso alla stregua dell’intimo e dell’introspettivo, del trascendente e dello spirituale. Si pensa così all’immenso, all’infinito, fino a sognare, ad occhi aperti. Si sosta immobili in riva alla vita come una scultura in selce, ma il cuore non è pietroso, nè arido. C'è tutta la forza del sole, la grandezza del cielo e la ricchezza del mare a cullarci, a risplendere intorno, a riempire i sensi. Che sia arenile o scogliera, sereno o impetuoso, il mare resta forse l’elemento naturale che più in assoluto suggestiona, illumina.

Magnetizza poi a tal punto da indurre a vagabondare ad unisono con le sue movenze, originate a seconda del vento che tira. Sul litorale di ponente, che comprende le spiagge di Porto Cesareo, Sant'Isidoro, Torre Uluzzo, Porto Selvaggio, Santa Caterina, Gallipoli, Torre San Giovanni e Torre San Gregorio, l’acqua è verde brillante, come lo smeraldo, la sabbia bianchissima e soffice, e mentre lo sguardo si perde all’orizzonte, si possono ammirare anfratti, grotte naturali, fauna e vegetazione cresciuta selvaggiamente nelle rocce o sulla renella. I riflessi dei raggi solari in quello specchio d'acqua così lindo e piatto come una tavola cangiano brillando dal giallo oro al lilla violaceo, mentre piccoli diamantini danzano a filo d’acqua in un balletto d’amore portando a galla i segreti più reconditi della loro abissale dimora.

Sul bagnasciuga le onde si infrangono spumeggianti lavando via le impronte lasciate da due innamorati a passeggio sul sentiero del loro amore che presto sconfinerà in una nuova vita, cui avrà fatto da soave e melodica ninnananna l'incessante fruscio del mare, lu 'ruciu de lu mare in dialetto leccese. Un canto lirico e suadente che, secondo la leggendaria narrazione di Virgilio, attirò anche Enea sulle dolci sponde di Porto Badisco, ridente cartolina naturale del versante adriatico insieme ad Otranto, Torre dell'Orso, San Foca, Roca e Torre Specchia, fino a Santa Cesarea Terme, Castro e Santa Maria di Leuca.

Cinte da una serie di avallamenti e cavità, frutto di sentiti fenomeni carsici ed erosivi, le splendide calette colpiscono per una grazia molto avvenente, ma stupefacentemente primordiale. Si respirano le deliziose fragranze di mirto, timo, salvia, finocchio selvatico, della flora e la fauna nidificante, ed ancora il profumo della salsedine rilasciata sugli scogli dalla schiuma fragorosa delle onde, quindi l'essenza del vento.

In lontananza si scorgono le tonalità turchesi, a tratti cobalto del mare, e da una duna altissima, dove la macchia mediterranea si arrampica nei suoi valori massimi formando una vasta pineta, si approda con lo sguardo sui maestosi faraglioni affioranti di Torre Sant'Andra. Più in là, in prossimità di una spiaggia ad arco di mezza luna, posti l'uno a fianco all'altro, gli scogli delle Due Sorelle annunciano un altro paradiso a dir poco esotico.

I fondali sono ancora più trasparenti, ricchi di colonie di ricci e di testuggini d'acqua, le esalazioni sono più fresche, pregne di muschio formatosi sugli scogli e l'aria è armonizzata dal cinguettio di uccelli di transito come cormorani, falchi pescatori, aironi e gabbiani. In questo tempio spalancato sul mondo, ogni respiro riversa nell’animo come un oceano di pace ed energia.