La luce è fulgida, radiosa, il cielo è terso, l'aria dolce ed accogliente, mossa da una brezza che soffia leggera, mentre sul ciglio della strada si svelano al passaggio lunghe distese di ulivi secolari dalle chiome folte ed il tronco imponente. I loro profili appaiono immediatamente sinuosi e difformi, mentre le grosse radici nodose affondano tenaci e massicce, quasi irruenti, nella terra. Una terra stravagante nell'aspetto, per i suoi colori intensi, sgargianti, nella sua amalgama perchè calcarea e sassosa.

Eccoci nell'entroterra rurale salentino, nel regno incontaminato di prati fioriti e tappeti agresti dal colore vermiglio scarlatto. Qui regna un equilibrio perfetto, la più ampia e sana fonte di energia dinamica in grado di sostenerci.

Ogni fotogramma è un particolare che cattura lo sguardo, la meraviglia, il cuore. Facile perdersi, attratti dall'incredibile bellezza dei paesaggi, tra i sentieri delle suggestioni, rimanerne inevitabilmente incantati. A farle riaffiorare con irruente ardore, è lei, la natura.

Passeggiando tra le campagne salentine si resta affascinati nello scorgere le pagghiare, tipiche case rudimentali costruite in pietra, segno inconfondibile del passaggio antico di contadini operosi che fino a pochi decenni fa vi trovavano rifugio da un temporale improvviso o refrigerio negli assolati crepuscoli primaverili ed estivi.

Ad incorniciare il tutto, il bianco sporco dei muretti a secco ricavati dall'ammasso metodico, secondo un'antica architettura ormai desueta, di piccole chianche disposte ad incastro, dove spesso prende forma il tremulo grido alla vita di una natura dirompente ed irrefrenabile.

Fili d'erba, piante e corolle nascono spontaneamente, senza controllo. Orlati da un cielo color turchese, il rosso dei papaveri, le verdi pale di fico d'india, gli arbusti di acacia e i ranuncoli di margheritine di campo, danzano armoniosi nell'aria, ondeggiano carezzevoli e bassi sospinti da un venticello flebile e tiepido, rilasciando un inebriante profumo. Ci si aliena, invece, sorretti da un panorama immersivo per la sua surrealità, affacciandosi dalle collinette rosse che suggellano la miniera dismessa dell'ex Cava di Bauxite a Sud-Est di Otranto.

L'impressione è quella di un cratere en plein air che, generato dagli scavi per l'estrazione della bauxite, accoglie oggi una sottile falda freatica. Indescrivibili i giochi di luce ed ombra creati da tutte queste venature e spaccature a contrasto con la forte vegetazione ed il mare che si intravede sullo sfondo. L'energia è sulla stessa linea d'onda della bellezza. La bellezza che sta nell'unicità di ogni singola creazione della natura. Certi luoghi irradiano più energia di altri.Tutto è unico e irripetibile.